Prendere il controllo della cultura equestre

Traduzione a cura di Nero Per Passione asd (Cristina, Massimo, Alessandro e Susy) tratta dal testo inglese.

Risposta di Philippe Karl all’articolo “Main haute, main basse” (Mani alte, mani basse) di Michel Henriquet in “Cheval Magazine”, Luglio 2005

Gentile Signore,

Mi permetta di riassumere le Sue parole: l’uso della mano alta è "inopportuno.... doloroso...ottuso"; mentre una mano bassa è un qualcosa di comune ad una panacea equestre. Da persona che viene di solito descritta da quelli a cui piacciono i concetti restrittivi e i giudizi facili come un "apostolo della mano alta", considero mio dovere illuminarLa su tale argomento. Perciò sostituirò gli argomenti semplicistici e gli aggettivi dispregiativi con precisione, tecnica e una tranquilla analisi.

Lo scopo e i mezzi

Deliberatamente vincolato ad uno studio selettivo e parziale dei Grandi Maestri, ignaro delle realtà equine (anatomia, fisiologia, equilibrio, locomozione, psicologia, etc.) e ossessionato dai suoi obiettivi di competizione, il dressage ufficiale regolarmente confonde lo scopo e i mezzi. "En dressage, le grand écueil est la manie de s′en prendre aux effets au lieu de rechercher leurs causes pour les modifier. " (E. BEUDANT) ["Nel dressage il piú grande errore è la tendenza di correggere gli effetti piuttosto che cercarne le cause ed agire sulle stesse."]
Il cavallo preparato, con una bocca perfettamente educata (messa-in-mano) può essere presentato da un cavaliere con mani basse e immobili (comunque, in rapporto all’atteggiamento del cavallo). Ció è una situazione di PRESENTAZIONE (cf. FEI).
La vera domanda é: come educare il cavallo alla mano del cavaliere, e raggiungere la vera messa in mano (postura perfetta: l’alzare il collo + flessione della nuca + mobilità della mascella), senza utilizzare artifici? Qui stiamo finalmente parlando di DRESSAGE.
E non c’è bisogno di una laurea per capire che ciò che è perfettamente valido come scopo non deve necessariamente essere usato come mezzo.
 

Addestrare il cavallo alla mano

Partiamo da un cavallo intatto che non sia mai stato forzato con l´uso di alcune attrezzature e cominciamo l’addestramento.
Il filetto puó agire sia sulla lingua (mani basse) sia sulla commensura labiale (mani alte). A seconda della loro conformazione o del loro temperamento, i cavalli tendono a sfuggire alla mano o alzando la testa per tirare in avanti, o appoggiandosi sul morso, o rovesciando l’incollatura. Non tutti sono in grado di trattare dei cavalli che siano nati giá mezzi addestrati.
 

La scelta: “mani alte”

 

  • Il cavallo che tira in avanti alzando la testa

Prima di tutto, assicuratevi che alzando entrambe le mani delicatamente, in modo da sollevare leggermente gli angoli delle labbra, la lingua e la mandibola siano mobili. (deglutazione che porta alla DECONTRAZIONE di tutta la parte anteriore).
Quindi, sollevare la mano interna per ottenere una flessione laterale pronunciata dell’incollatura unitamente alla cessione della mascella (in queste condizioni due dita sono sufficienti).
Questa flessione laterale, che é dal punto di vista anatomico incompatibile con il blocco della nuca, porta ad una estensione dell’incollatura che porta il naso più vicino alla verticale (posto che il cavaliere sappia come rendere).
Sistematicamente, prima alla mano, poi in sella, da fermo poi al passo, trotto e per ultimo al galoppo…il cavaliere dovrà di volta in volta rilassare, flettere, allungare e arrotondare il suo cavallo. Così facendo allunga la linea del profilo ed è perciò in grado di controllare il movimento in avanti.

                   

 

 

  • Il cavallo che si appoggia sulla mano

Ancora agendo sulla commensura labiale, usare una mezza fermata per alzare la base del collo e ribilanciare il cavallo e contrastare la pressione sulle redini per provocare la cessione della mandibola.
Quindi, utilizzando delle flessioni laterali, cercare di raggiungere l’estensione dell’incollatura avendo cura di mantenere un contatto semplice con una bocca morbida. Ritornare ad alzare l’incollatura ogni volta che sia necessario. La messa in mano non si può studiare se non c’è equilibrio.


 

  • Il cavallo che rifiuta il contatto rovesciando l’incollatura

Se il cavallo alza la bocca oltre l’altezza delle mani, portare le mani più in alto della bocca per stabilire un contatto diretto sugli angoli della bocca (cosa che non provoca dolore).
Andando oltre alla cessione della mascella, se il cavaliere aumenta la forza sulle redini gradualmente verso l’alto, si otterrà che il cavallo tende le redini in avanti e verso il basso in maniera graduale. Il cavaliere rilascia gradualmente le redini facendo attenzione a mantenere il contatto (come se stesse saltando).
Attraverso l’estensione controllata dell’incollatura, il cavallo impara a tendere le redini ed ad arrotondare il suo profilo in un altro modo. Una volta sviluppata questa prima fase, il cavallo potrà essere lavorato come nel caso n° 1.

Nota Bene

In tutti i casi, ogni volta che il cavallo cede questo è seguito da una DISCESA DI MANO (abbassamento della mano). Il contatto diventa quindi leggero con una lingua mobile e una bocca che è viva.
Come si potrebbe avere una DISCESA DI MANO senza prima SOLLEVARE la mano? Notiamo che etimologicamente DOMINARE significa: posizionare se stessi al di sopra. Ogni linguista può perciò confermare al cavaliere che dominando il cavallo con l’uso delle mani basse è un’offesa alla lingua in entrambi i sensi, linguistico e anatomico (per una volta lo spirito e le parole si tengono per mano, come è rassicurante!)
Come la messa in mano progredisce, le azioni del cavaliere diventano minori, finché diventano invisibili. Questo é ciò che fornisce la stabilità alla testa e che permette la fissità della mano, e non é la mano che forza la stabilità della testa.

In pratica

In riferimento a quei principi per lavorare inizialmente sulla messa in mano, il cavaliere deve essere rispondente alla brillante definizione del generale L’HOTTE: “Le ramener ne se concentre pas dans la position de la tête, il réside tout d′abord dans la soumission de la mâchoire, qui est le premier ressort recevant l′action de la main. Si ce ressort cède avec moelleux, à l′action qui sollicite son jeu, il entraînera la flexibilité de l′encolure et provoquera le liant des autres ressort". ["Il ramener non si concentra nella posizione della testa, risiede dapprima nella sottomissione della mascella, la prima “molla” che riceve l’azione della mano. Se questa “molla” cede dolcemente, quando richiesto, ciò porterà ad una flessione del collo che comporterà che anche le altre “molle” si ammorbidiranno."]
E’ la logica applicazione del contributo di Baucher al tempo stesso efficace e delicato, giacché rispetta la natura del cavallo e lo educa anziché obbligarlo. Ho l’esperienza di 200 – 300 cavalli di tutti i tipi durante le lezioni di ogni anno per diversi anni : questa tecnica dà tranquillamente dei risultati rapidi . È particolarmente efficace con quegli allievi per i quali i difensori del sistema ufficiale (inclusi i professionisti) avevano rinunciato ad insegnare.
Certamente, ci sono anche un certo numero di cavalieri che applicano questi processi in maniera maldestra o inadeguatamente, pensando che si tratti soltanto di semplici trucchetti. Tuttavia “non dobbiamo buttar via il bambino con l’acqua sporca”. Queste persone hanno almeno il merito e l’eleganza di provare a cercare dei metodi per non usare mezzi di coercizione (redini fisse, etc.). Inoltre, nessun metodo possiede il monopolio dell’uso corretto, come credo che conveniate.

Cosa ci impone il dressage ufficiale? Le sacrosante "mani basse".
 

La scelta: “mani basse”

Grazie ad un concetto semplicistico di messa in mano (“mise en main”), ridotto alla questione incondizionata della nuca (come fine e mezzo), il cavaliere tiene le mani basse (alcuni addirittura si ingobbano sul cavallo per arrivare a tenere le mani all’altezza delle ginocchia)
Questo modo di fare conferisce una azione brutale sulla lingua del cavallo, che è un organo ipersensibile. Il cavallo tende a sfuggire al dolore alzando (la testa) sopra le mani. Il cavaliere resiste (se non tira) e spinge per superare l’effetto perverso del freno esercitato dalle mani, instaurando, di fatto, un circolo vizioso. Sappiamo tutti cosa ne consegue ... palliativi di tutti i tipi.
Questo approccio si autocondanna semplicemente per il fatto che richiede l’uso sistematico di strumenti coercitivi (redini fisse collegate alla longina, redini di ritorno, chiudi - bocca progettati apposta, barbozzali stretti etc.)
A che serve uno psichiatra infantile che, senza accusare i genitori, prescrive di curare un bambino esagitato imbavagliandolo e legandolo alla sedia? Sarebbe un pericoloso ciarlatano.... soprattutto se fosse supportato dalla facoltà di medicina!
È una vergogna perché il dressage è nobilitato ogni volta che porta a raggiungere una maggiore conoscenza del cavallo e ad un minore uso dei mezzi coercitivi, piú intelligenza equestre e minore forza.
Il ricorso sistematico alle mani basse per l’allenamento del cavallo non è supportato da alcuna spiegazione logicamente comprensibile. Questo dogma alla moda ha una sola spiegazione, è la somma delle sue ambizioni: riprodurre e prolungare l’effetto delle redini fisse per abbassare la testa, trascurando tutto il resto.
Alla fine, tutti i cavalli trattati in questo modo finiscono con l’essere incappucciati (il ché è considerato unanimemente dai grandi maestri come uno tra i maggiori difetti). In mancanza di meglio il dressage ufficiale ha trasformato questa modalità in sistema. In tutto e per tutto la panacea delle “mani basse” si dimostra essere un veleno mortale per l’arte equestre. Tuttavia anche ciò può tornare utile, perché, come diceva Paul Valéry, “l’uomo considerato qualificato è colui che è sbagliato secondo le regole”.

La Guérinière in soccorso!

Nella ricerca della legittimità storica e della approvazione artistica, le “persone del dressage” affermano immediatamente che questo monumento classico è parte della loro eredità. Sfortunatamente quando lo studiano, usano un paio di forbici al posto degli occhiali e tengono solo ciò che secondo il loro punto di vista sembra essere utile. Nel migliore dei casi ciò porta ad un’assenza di pensiero e nel peggiore dei casi diventa una disonestà intellettuale.

Mani fisse e basse "... avrebbe apparentemente detto?

Leggiamo il Maestro:
"… L’imboccatura preme solo sulle labbra e molto poco sulle barre ... è meglio usarla per ALZARE i cavalli, che si appoggiano sulla mano e che portano verso il basso il collo per resistere …"
"… il primo effetto, che é fatto nel cedere la mano per andare in avanti, é un movimento che è fatto ABBASSANDO la mano e allo stesso tempo girandola un poco, unghie verso il basso. La seconda azione che è di SUPPORTO alla mano, è fatta portando la mano vicino alla pancia e allo stesso tempo ALZANDOLA, unghie leggermente verso l’alto. Quest’ultimo aiuto serve per FERMARE il cavallo o per eseguire una MEZZA FERMATA, o PER FARLO INDIETREGGIARE …”
"… il terzo effetto della mano è quello di girare a destra PORTANDOLA VERSO QUEL LATO... il quarto effetto è di girare a sinistra PORTANDOLA DA QUESTO LATO ..."
"… È facile vedere che un cavallo obbediente alla mano è un cavallo che LA SEGUE IN TUTTI I SUOI MOVIMENTI ..."
E il bravo Maestro riesce a piantare il chiodo fino in fondo: "Ogni cavaliere che non conosce l’uso delle redini, lavora senza regole nè principi". Da questo punto di vista, la monta western è più vicina a La GUÉRINIÈRE del dressage ufficiale.
Ci sono anche delle similitudini tra La GUÉRINIÈRE e la seconda maniera di BAUCHER che per via di settarismo sono tenute nascoste!
E ce ne sono molte altre:

  • la ricerca della discesa di mano (ottenuta abbassando la mano) e della discesa di gamba (ottenuta facendo ciondolare delle gambe)
  • il rifiuto di ogni costrizione: Baucher non voleva avere niente a che fare con queste "macchinazioni", La GUÉRINIÈRE nega che queste "cinghie" abbiano "una utilità".

Pertinente è l’affermazione del Generale DURAND secondo cui unendo un approccio razionale secondo il Baucherismo con la scuola di La GUÉRINÈRE, si raggiunge il meglio che l’equitazione francese può offrire. Sfortunatamente, per pigrizia intellettuale e cieco conformismo, il nostro insegnamento rinnega la migliore delle sue radici e si schiera con la peggiore, solo per essere "alla moda".

         

 

La messa in mano e la riunione

Ecco un’idea eccellente : unire il concetto di messa in mano e di stato di equilibrio del cavallo!
Ma esaminiamo seriamente la questione. Non usando delle affermazioni esoteriche e banali che sono la caratteristica del mondo dressaggitico ma una volta in più mantenendo i piedi per terra (che non lederà certamente il nostro equilibrio!).

         

Studiamo questo articolo del "Cheval Magazine" di Novembre 2004, pubblicato con il titolo "La leggerezza , dalla messa in mano alla riunione" e illustrato con le foto mostrate di seguito (che non è il frutto di una scelta sfortunata poiché ci sono molte altre foto simili).
L’analisi che segue è il risultato di semplici calcoli basati su una buona conoscenza dei dati sperimentali (Generale MORRIS - Capitano de SAINT PHALLE):

  • In libertà e nella andatura naturale, il sovrappeso dell’anteriore è in media 1/9 della massa.
  • 2/3 del peso del cavaliere è portato dagli arti anteriori. 
  • Da questa posizione naturale, se il collo è abbassato o alzato, trasmette da 1/20 ad 1/25 del peso del cavallo alle spalle o alle anche.

 

         
           (-20 kg) correct ramener
           (point zero) natural attitude
           (+10 kg) overbent
           (+20 kg) extension of the neck


Per un cavallo di 450 kg e un cavaliere di 75 kg, si ottengono i seguenti pesi:

 

  Anteriori Posteriori Sovracarico sugli anteriori
Cavallo solo libero 250 200 1/9 ⇒ 50 kg
Cavallo montato  300 (+50)    225 (+25)  75 kg ⇒ 1/7

  
Nota bene:
Peso sugli anteriori (P ant) = 4/7 del peso totale
Peso sui posteriori (P post) = 3/7 del peso totale

                 P ant             4
Perciò,    ------------  =   ----
                 P post           3

Ciò significa che in funzione dell’appoggio, il centro di gravità cade in un punto di 3 unità dall’anteriore (L ant) e di 4 unità dal posteriore (L post).

                            P ant           L post
Sapendo che      ----------   =   ---------
                           P post           L ant

e che per i “piaffe” il cavallo accorcia la sua base di una unità per i posteriori e di 1,5 unità per gli anteriori… è facile quantificare il suo stato di equilibrio:

              P total x L post           525 kg x 3
P ant  =  ---------------------   =   -----------------  =  350 kg
               L ant + L post                   4.5

Sapendo inoltre che, essendo posizionato a metà tra il portamento naturale e l’estensione dell’incollatura, l’incappucciamento trasferisce circa 10 kg sugli anteriori … portando a:

 

Anteriori Posteriori Sovraccarico sugli anteriori
Piaffe della foto
(pos. con il contorno)
350 170 + 175
+ incappucciamento 355 175 + 185 kg


Nota bene: foto n° 12 mostra come deve essere un vero piaffe (silhouette in verde):

         

 

Il vero piaffe

I requisiti per l’equilibrio sono:

  • massimo innalzamento della base del collo, la nuca è il punto più alto
  • verticalità degli anteriori
  • impegno attivo dei posteriori sotto la massa, attraverso l’abbassamento delle anche e l’aumentata flessioni di tutte le articolazioni.

Esempio (silhouette verde):

 

  Anteriori Posteriori
Impegno dei posteriori = 1,5 unitá 238 287
Alzando l’incollatura (-20 kg) 228 (-10) 297 (+10)


In questo caso, le anche portano circa 70 kg in più. In questa situazione di equilibrio, tutto diventa possibile.
 

Opinione

Le Sue foto mostrano un piaffe (o definito piaffe, perché si suppone porti il cavallo sulle anche) che moltiplica il naturale sovraccarico degli anteriori di un cavallo montato di un fattore di circa 2,5 (da 75 Kg a 185 Kg). Qui c’è un dressage erudito, che porta più di 2 / 3 della massa totale (355 / 525) sulle spalle!
Questa è "anti-riunione", dressage all’indietro ... Una conseguenza diretta della messa in mano imposta dalle vostre famose MANI BASSE.
Poiché l’equitazione classica è considerata un tutto coerente, è da chiedersi se il piaffe mostrato nella foto preparerebbe ad una pesade ... oppure se il cavallo, partendo da esso, sarebbe in grado di eseguire un piccolo salto di un metro posizionato a tre metri di fronte a lui.

La risposta è NO.

                   
                                          Foto: Alain Laurioux


  Quindi, rissumendo la situazione

  • LEGGEREZZA? Il cavallo è cavalcato con redini costrittive e un barbozzale seriamente sistemato!
  • MESSA IN MANO?... il cavallo ha una nuca bassa ed è eccessivamente piegata!
  • RIUNIONE?... il cavallo è piú sulle spalle che sul resto!

Sapendo che ogni venditore chiede esempi: il titolo del Suo articolo dovrebbe essere: "FALSA LÉGGÈREZZA DALL’INCAPUCCIAMENTO ALL’ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO".
Non stupiamoci che gli “specialisti di dressage” abbiano bisogno di cavalli eccezionali per creare un’illusione con queste condizioni disastrose.
Il peggio è che per ignoranza o compiacenza verso questo business, i giudici danno voti di 7, 8, anche 9, a tali rozze approssimazioni. In aggiunta, chiudono un occhio verso passi che diventano ambi, e trotti “passages” … una triste situazione.
Il giorno in cui il dressage ufficiale condurrà a una riunione degna di questo nome (e senza vari trucchi) di cavalli ordinari, invece che consacrare se stesso alle parodie richiedenti enormi budget e cavalli da favola di cui due terzi scompaiono prematuramente, sarà capace di dare lezioni e formare insegnati di qualità. “Il cinico è colui che conosce il prezzo di ogni cosa ma il valore di niente.” (Oscar WILDE)

Per concludere, un gioco educativo: 5 piaffe – individua la differenza!

         

                   
                   Foto: F. Chénu                            Foto: Duarte Delgado

                   
                    Foto: C. Slawik                                                            

Un piccolo gioco a volte è meglio di tante spiegazioni : paragona queste cinque figure di piaffe:

  • una di Nuño OLIVEIRA,
  • quella del tuo articolo,
  • una di Joao TRIGUEIRO D‘ARAGAO,
  • una mia,
  • una di un giovane allievo, di 20 anni, su un modesto incrocio di Avellinese, che si è esercitato seguendo le mie lezioni.

Scopo del gioco: CERCARE L’INTRUSO!

Lei hai scritto molto, spesso prendendo le difese dell’Equitazione classica, anche nel nome dell’eredità di Nuño OLIVEIRA. Se uno conosce un po’ i retroscena della storia, sa che negli ultimi anni della sua vita, ha preso le distanze dai Suoi orientamenti equestri il che è facilmente comprensibile ... e non solo a causa del Suo carattere ombroso ! Invece, Voi siete un buon esempio del tragico crollo a cui i dogmi del dressage ufficiale conducono.
Inoltre, si può offrire il proprio contributo ad una associazione chiamata "ALLÈGE-IDÉAL."
Va detto, tra parentesi, che qualora la legereté sia correttamente compresa (in altre parole, primariamente come un mezzo), essa costituisce già un ideale equestre. Il che la rende abbastanza una … tautologia rivelante e schiacciante!
LÉGÈRETÉ ha in definitiva molto più bisogno di idee chiare e di esperti senza vanità che di opportunismo d’alto profilo e di menzogne.

In tutta sincerità, ed in ricordo di quanto si poteva osservare nella Sua equitazione degli anni Settanta.


           Philippe Karl

PS: Inizialmente interessato ad un articolo in risposta a Mr HENRIQUET, dopo tre mesi "Cheval Magazine" rispose: "No grazie, noi non vogliamo una polemica!"
Lunga vita alla libertà di espressione! Disinformazione e silenzio politico sono vivi e stanno bene!